Intervista e recensione per “Leggere-facile”

Un romanzo insolito, una storia in cui due anime, non due corpi, si incontrano, un modo originale di raccontare questo faticoso percorso al termine del quale, ad aspettarle, esiste l’unico possibile amico per chi ha dimenticato come si può essere felici: il silenzio. Il silenzio è così. Il silenzio ci conduce verso posti che non avremmo mai immaginato, ci fa scoprire quella parte di vita che mai avremmo potuto conoscere. […]E allora non ci resta che restare in silenzio… in silenzio a pensare, in silenzio a credere, e sognare. E tutto diverrebbe magia, tutto diverrebbe un Paradiso su cui poter sempre volare, su cui poter sempre contare. Il silenzio, il legame che accompagna Jamie e Schlomo in questo lungo cammino, fatto di ricordi e pensieri, musica e poche parole, è tutto ciò che rimane quando il sole ha deciso di sparire dietro alle nuvole, quando la neve ha deciso di non sciogliersi, quando gli occhi sono diventati cristalli in cui gli sguardi si perdono, gli uni negli altri, specchi di anime fragili, provate, rotte. La fine del silenzio avviene nell’esatto momento in cui il mondo diviene caos, diviene lotta continua, battaglia tra chi si è e chi si deve essere; avviene quando pugni sostituiscono carezze, quando sguardi divengono armi per combattere, e tutto assume l’aspetto di un’illusione. Da una parte lui, Schlomo. Lui che, per farsi sentire da un mondo troppo rumoroso, trova la via della musica, del suono dolce, il suono che arriva lieve e fermo quando meno te lo aspetti e più ne hai bisogno. Un passato doloroso, impossibile da dimenticare: la perdita del suo angelo e un destino da compiere, una missione da portare avanti, la speranza da trasmettere. Non c’era mai stata l’occasione per dare voce ai suoi pensieri: allora suonava. Suonava quando le sue labbra non avevano la forza di parlare ed esprimere ciò che conservava nel cuore; suonava quando non capiva chi fosse e il mondo era per lui un’enorme scatola vuota. Suonava, Schlomo. Dall’altra lei, Jamie. Lei che, per farsi sentire da un mondo troppo rumoroso, trova la via della scrittura, della parola tracciata su un foglio bianco, delle lettere che compongono pensieri. Un passato doloroso, impossibile da dimenticare: la perdita di se stessa, e il difficile cammino per accettare di sorridere ancora, una speranza da ritrovare nel cuore. E allora, attorniata di aria, di foglie, di alberi, attorniata dal silenzio della natura, sotto un salice, in un angolo, quella ragazza scriveva. […] La sua vita erano parole: strumenti ideali per chi nella vita ci crede davvero, strumenti ideali per Jamie che, nella scrittura, viveva. Come casa, quelle parole. Due anime diverse, un mondo che non le comprende, che non le capisce. Niente di più difficile che trovarsi, che ritrovarsi. Ma il destino sa sempre fare il suo gioco, conosce i vicoli più bui e come stanare chi vi si nasconde; sa cercare e trovare i tasselli che si incastrano perfettamente, e riesce sempre a completare il puzzle della vita. Osservava il mondo dall’esterno, e lui non ne faceva parte. Troppo grandi i suoi pensieri, troppo grande la sua confusione. Troppo piccola la sua vita per contenerli tutti, per contenere lui stesso Ritrovare l’armonia, ritrovare il calore e la luce, suonare una nuova musica, ricca di speranza e gioia, scrivere nuove storie, piene di lieti finali. Un epilogo che aiuta tutte quelle persone che non sanno più cosa significhi credere. Credere in qualcosa di più luminoso. Rumori, confusione, caos. Illusioni, tempesta, occhi di ghiaccio, anime spente, corpi vuoti. E poi, alla fine, ecco di nuovo il silenzio. Il silenzio che avevano sempre cercato ora l’avevano proprio dinnanzi ai loro occhi. Si chiamava Ashia. Una scrittura che ha qualcosa di melodico, poetico, un suono dolce, quello del violino di Schlomo forse, o quello della penna di Jamie che scorre sul foglio e imprime su di esso emozioni e magia. Questa è la storia della giustizia che vince sul caos del mondo, dell’amore che trionfa sull’odio, del silenzio che fa tacere il rumore. Questa non è la storia di due corpi, questa è la storia di due anime. Due anime che vivono nel silenzio. Due anime che ascoltano il silenzio. Questa non è una storia. Questo è silenzio. Solo ed eterno silenzio.

D: E’ la tua prima pubblicazione? In caso non lo fosse, quali altri testi hai scritto?

R: Si, è la mia prima pubblicazione anche se, precedentemente, ho partecipato ad una serie di pubblicazioni di aforismi e poesie assieme ad altri autori.

D: Com’è nata l’ispirazione per questo romanzo?

R: L’ispirazione è nata una sera d’autunno. Ho sempre pensato di non essere all’altezza per qualcosa del genere: scrivere un libro. Mi sono sempre detta: “non ce la farò mai”. Quella sera però è accaduto qualcosa dentro di me, e ho avvertito il bisogno e la necessità di raccontare ciò che avevo nel cuore. La storia di Jamie e Schlomo è nata in modo del tutto spontanea, senza attente e particolari riflessioni. L’ispirazione nasce dunque dalla ricerca di me stessa e dei miei sentimenti, e poi da ciò che mi circonda: la natura (mia fedelissima amica) e l’arte (che mi accompagna sin dall’infanzia).

D: Il silenzio è la chiave di lettura di tutta la storia: cosa ci insegna il silenzio secondo te?

R: Il silenzio insegna prima di tutto ad amarsi, e poi ad amare gli altri. Penso che esso debba essere il protagonista della nostra esistenza, l’unico non-luogo in cui possiamo sempre rifugiarci ed essere noi stessi. Come affermo più volte nel libro, senza silenzio il mondo sarebbe caos, sarebbe ancora di più rovina, guerre, violenze, passati da dimenticare. E’ proprio il silenzio che ci conduce in una dimensione diversa, costruita dai nostri sogni e da ciò che abbiamo di più prezioso al mondo.

D: Due destini, due vite legate da un laccio indissolubile, due strade che inevitabilmente si incrociano. Credi nel fatto che ognuno di noi sia destinato a qualcosa… a qualcuno?

R: Io credo semplicemente che ci sia qualcuno che conosca  a memoria i nostri pensieri e che faccia di tutto per combaciarli con quelli di un’altra persona. Il resto spetta a noi. Solo noi scegliamo la strada da seguire e la persona che vogliamo incontrare. Il mondo è però una continua lotta tra due dimensioni: il destino e il libero arbitrio; prima o poi il destino ritorna sempre, anche se noi lo allontaniamo. Ed è questo quello che accade a Jamie e Schlomo.

D: Leggendo il tuo libro mi hanno colpito le continue ripetizioni, un richiamo dopo l’altro… quasi per dare la sensazione di trovarsi in un mondo onirico, poetico. Che idea avevi in mente dando questa struttura al tuo libro?

R: La mia è stata un’idea molto istintiva: il bisogno di raccontare il viaggio che compiono le emozioni, siano esse positive o negative, nella mente umana. La confusione, il caos, i pensieri ripetuti che si sovrappongono alla necessità di restare in silenzio e pensare. Il silenzio ha breve vita in ognuno di noi, perché c’è sempre il dolore che va per poi ritornare, assumendo un aspetto circolare; stessa cosa accade per l’amore: un sentimento mai statico, ma che si muove continuamente attraversando le mille sfaccettature dell’animo umano.

D: Quale messaggio può trasmettere questa storia secondo te?

R: La mia intenzione iniziale era quella di trasmettere silenzio, in un mondo in cui spesso esso diventa quasi inesistente. Volevo dare un senso alle cose, alle parole, alle persone. Oggi mi accorgo che il silenzio c’è, ovunque. Siamo noi che spesso chiudiamo gli occhi per non vederlo, quasi come se ci facesse paura. Dunque, spero che questa storia riesca a trasmettere questo importante insegnamento: restare in disparte a pensare non vuol dire vivere nella solitudine, ma cercare sé stessi per potere amare così gli altri. A volte il silenzio è l’unica cosa che ci rimane quando il resto del mondo ci volta le spalle.

D: Progetti futuri? Hai in cantiere qualche altro romanzo?

R: Per ora, continuo la promozione di questo libro, senza mai fermarmi. Ci sono altre storie in cantiere, che spero di concretizzare presto. Ma per ora, non posso svelarvi altro.

D: Hai qualche riflessione da aggiungere?

R: Solo una: il mio sogno sarebbe scoprire che il mio libro sia arrivato al cuore di qualcuno e scoprire anche che questa storia sia riuscita, anche solo in una piccolissima parte, ad aiutare persone che si ritrovano nella storia di Jamie e Schlomo e che non sanno come fuggire dal caos che attanaglia la loro anima.


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