Recensione a cura del sito web “Pagine a merenda”

Prima di parlarti di questo libro, voglio ringraziare l’autrice, Stefania Meneghella, che con le sue parole mi ha regalato tanto: amore, speranza, sensibilità, opportunità.

Silenzi Messaggeri non è il solito romanzo rosa. Stefania Meneghella declina l’amore in forme che non ti aspetti, e che ti permettono di imparare a conoscerlo a fondo. Di renderti conto, probabilmente, di non conoscerlo affatto.

SINOSSI

Jamie e Schlomo non si sono mai realmente incontrati: nessun contatto, nessuna parola detta, solo silenzio. Un silenzio dentro il quale ciascuno ha trovato la sua dimensione, il suo spazio per essere coraggiosamente sé stesso, per dimenticare o almeno ignorare per qualche istante quella voce che insistente lo richiama alla dura realtà. Schlomo suona il violino e le sue note, trasportate dal vento, arrivano ai polmoni di Jamie, che le respira e le trasforma in parole scritte. Ad unirli una corrispondenza di sentimenti, la consapevolezza che da qualche parte, in questo cosmo, l’altro esiste e tanto basta. Al di fuori di questa dimensione il mondo può essere crudele, come crudele è chi vi abita ed è capace di distruggere in un attimo l’innocenza di una bambina. Ma il mondo può anche essere tenero, come il volto di chi, nel momento più difficile, ti tende la mano, ti abbraccia e traccia la strada per un futuro migliore. Non resta che seguirla e, in un continuo cercarsi, provare a domare il caos e a restituire silenzio all’anima.

COSA NE PENSO

Entrare dentro queste pagine è come aprire una porta su una stanza buia. L’illuminazione che viene dalle tue spalle, disegna una lunga striscia luminosa sul pavimento e si allunga all’infinito. Non riesci a vedere dove finisce la stanza in cui stai entrando, ma ti accorgi che da scuro, fievolmente e lentamente, l’ambiente comincia a rischiararsi.

So che sei portata/o a pensare che non sia una lettura adatta a tutti e non sono certo qui per convincerti del contrario. Indubbiamente, un tipo di lettura come questa richiede attenzione e un buon livello di sensibilità, ma trovo che la semplicità del linguaggio utilizzato da Stefania, conferisca a queste pagine la capacità di capirsi e farsi capire.

Non poteva. Non poteva dimostrare al mondo intero che anche lei era umana, non poteva dimostrare che vivere significava qualcosa di molto più grande rispetto al semplice fatto di essere vivi.

Entriamo nella testa di Jamie e Schlomo. Sì, entriamo nella loro testa. L’originalità dell’autrice sta proprio nel fatto di essere riuscita a scrivere una storia, senza mai uscire dalle anime dei suoi personaggi.

Quindi, per meglio dire, ci troviamo di fronte a Jamie e Schlomo, le due anime di questa storia. Entriamo nella loro testa, ma non quanto entriamo nella loro anima.

L’una fragile ma al contempo forte. Jamie. La vita non le ha risparmiato enormi sofferenze, le ha tolto l’amore di una famiglia, le ha tolto la dignità. Lei, che nel silenzio della sua anima, di amore ne ha tanto, e che questo silenzio ama scriverlo su candide pagine.

Così, ad occhi chiusi, con il volto bendato, iniziò a tirare corde per non farle spezzare e la sua vita le si presentò dinnanzi diventando realtà, diventando quella neve che non ha il coraggio di sciogliersi e divenire acqua. La sua vita era inverno. La sua vita era lì.

L’altro, sensibile. Schlomo. E al contempo forte anche lui. Un angelo sceso sulla terra per aiutare gli altri. Un angelo che ama gli altri e la musica.

Schlomo sognava di giorno, viveva di notte. Viveva con la costante sensazione di confusione che investiva i suoi sentimenti, il suo essere così enigmatico e misterioso. Il suo mondo era un’unica bolla; si rinchiudeva in questa bolla per paura di essere scoperto, per paura che là fuori ci fosse qualcuno capace di farlo sentire vivo. Tutto il mondo era fuori, tutto il mondo non lo vedeva.

Il libro ci trascina nel loro inconscio attraverso la ripetizione di situazioni, frasi, sentimenti che si annodano in un tortuoso avvicendarsi, così distanti tra loro, ma così collimanti.

Quando si dice.. “il mondo è piccolo”.. Stefania ci insegna che niente è disgregato dal resto, che ogni cosa è legata ad un’altra, ogni emozione, ogni sentimento, ogni anima. E cosa succede quando due anime buone e pure si scontrano? E’ bastato sfiorarsi con lo sguardo, con il loro silenzio.. per segnarli per sempre.

Stefania Meneghella ci insegna un nuovo linguaggio dell’amore. Non un romanzo rosa, ma qualcosa di più profondo, viscerale e platonico. L’amore tra due anime che si riconoscono l’una nell’altro. L’amore per la vita, per chi dalla vita è stato messo duramente alla prova. L’amore per l’età. L’amore per l’infanzia. L’amore nonostante tutto.

In questo susseguirsi di parole, in cui i dialoghi non esistono perché è sufficiente il calore ed il ghiaccio a parlare per loro, Stefania Meneghella ci insegna a riflettere e a commuoverci. Io mi sono inaspettatamente commossa. Mi sono addentrata in punta di piedi in questo romanzo, ammetto anche un po’ di scetticismo nel farlo, ma il turbinio di emozioni che vivono tra queste pagine, trasformatesi in parole, mi ha coinvolto con delicatezza, e mi ha avvolta prendendomi per mano.

Dopo aver letto Silenzi Messaggeri, ti verrà naturale porti alcune domande, proprio per questo  Stefania è stata gentilissima nel rispondere ad alcune delle mie.

Ciao Stefania, devo dirti che sulle prime ero confusa, ho provato un sentimento di amore/odio nei confronti del tuo libro. Jamie e Schlomo, così simili tra loro, ma così inermi. Passivi. E’ questa la sensazione che ho avuto, e avrei avuto voglia di urlare loro qualche incoraggiamento, perché la loro staticità e il loro silenzio inizialmente mi opprimevano. Poi è successo qualcosa, frutto principalmente di un loro percorso evolutivo interiore individuale. Credi che la crescita personale sia questo? Che si possa crescere solo in modo individuale o che lo si possa fare anche a braccetto di chi si ama?

Io credo semplicemente e sinceramente che, per stare bene con gli altri, per amare gli altri, è importante, quasi fondamentale, amare prima sé stessi. Dunque.. crescere, maturare, capirsi, piacersi, rispettarsi. La crescita personale è la prima fase da superare, quella senza il quale non ci sarebbero le altre. È infatti nella seconda fase che ha luogo il cambiamento che avviene quando una persona prende per mano un’altra. Nel mio romanzo, Jamie e Schlomo non hanno avuto la possibilità di vivere quella prima fase, per situazioni difficili e per passati che non gli hanno permesso di amare loro stessi; per questo, non sono capaci inizialmente di amare un’altra persona: lo fanno quindi in modo delicato, silenzioso, come se l’amore fosse quasi un peccato. Solo quando la vita darà ad entrambi, singolarmente, la possibilità di crescere e conoscersi, tutto cambierà in loro e nel loro legame.

Jamie è un nome che non mi ha particolarmente incuriosita, ma.. Schlomo.. mi puoi dire da dove è venuta l’idea di questo nome e se ha un significato?

Schlomo è un nome etiope che vuol dire “salvezza”. Ho deciso di chiamare il protagonista con questo nome per rendere omaggio a un film che mi sta molto a cuore “Vai e vivrai”, il cui protagonista si chiama appunto Schlomo, un bambino etiope che non ha niente ma riesce a salvarsi, con la forza dei sogni e dell’amore. Ho sempre pensato che il “mio” Schlomo fosse come lui.

Ad un certo punto della storia sembra quasi che il destino ci metta lo zampino.. Tu credi nel destino? Credi che, se la tua anima affine esista da qualche parte nel mondo, seppur lontana, le circostanze possano portarla inevitabilmente a te a causa del legame indissolubile che vi lega?

Secondo me, ci sono una serie di fili invisibili nel mondo che legano persone tra di loro, quelle che sono unite da qualcosa di talmente forte da ritrovarsi sempre. In qualsiasi parte del mondo. Dunque, a Jamie e Schlomo accade questo: c’è chi lo chiama destino, chi la chiama coincidenza. Ma accade. Se dovessi dare una mia opinione personale, credo nel destino che salva i legami, credo che qualcuno ci “comandi” per farci visitare determinati luoghi, per farci vivere determinate situazioni, per farci ritrovare quelle persone che avevamo per un attimo rimosso ma che – l’avevamo sempre saputo – erano sempre state dentro di noi, da qualche parte. Dovevamo solamente seguire l’istinto e soprattutto il cuore. Lui avrebbe saputo darci tutte le risposte.

Grazie di essere stata qui e avermi regalato questa splendida lettura. C’è qualcosa in più che vuoi dire ai tuoi lettori?

Vorrei consigliare ai miei lettori (passati, presenti, futuri) di guardare oltre la superficie, perché oltre quelle pagine c’è una storia vera… una realtà che due persone non hanno avuto il coraggio di esprimere; allora hanno dovuto nascondersi dietro un romanzo. Dunque, siate buoni con Jamie e Schlomo perché, in questo momento, stanno ancora cercando di ritrovarsi.


(CLICCARE QUI PER LEGGERE LA FONTE)

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