Gli abbracci volano nel vento

Lasciano delle particelle, i corpi, a volte. Come un viaggio inaspettato, come la vita che di per sé diventa una vita diversa, o forse nuova.

Forse non sono i corpi a parlare, quando si parla di cose vere. Forse sono semplicemente le essenze; forse è fatta di essenza l’esistenza. E l’amore. E tutti i sogni che conserviamo nel cuore.

E il mondo.. il mondo così diverso. Così.. importante. Così. Così come lo vediamo, e come lo guardiamo.

Mi ha sempre appassionato questa questione degli abbracci: qualcosa di vero, di non costruito, qualcosa che forse cerchiamo dall’origine dei tempi e da cui spesso desideriamo fuggire. Sono attimi, sono gli attimi che costruiscono il tutto. E sì.. sono anche quelle particelle particolari che rilasciano emozioni, a volte sentimenti leggeri, altre volte passioni che lacerano l’anima, forti e altrettanto intense. E lacrime, spesso lacrime. Come una vita vista sempre ad occhi lucidi, con l’acqua che appanna le pupille e non ci lascia guardare il mondo. Tutto troppo trasparente; la vita è trasparente.

E i colori.. i colori spesso svaniscono nel nulla. Come dei piccoli volatili che si lasciano influenzare dal loro meraviglioso modo di volare e, perché no, di credere.

Il cuore che batte, e a volte si ferma. Come un treno che corre via da ciò che proviamo; la pelle che si fa umida, e quasi si impregna di vento. Ma un vento diverso, un vento che smuove capelli e pensieri, e forse anche sentimenti. Ricordi che, improvvisamente, diventano più vivi delle nostre stesse esistenze, e non attendono altro: solo la memoria che si affaccia alla mente e diviene essenziale.

La verità è che siamo fotografie scattate all’improvviso, senza sorrisi forzati; una di quelle foto che vorremmo appendere nella nostra camera per ricordarci di quando eravamo felici. Siamo fotografie che restano appese a una parete e che guardiamo quando il mondo ci tradisce, o semplicemente, non capisce. Le guardiamo e ci riconosciamo, per quello che siamo stati, e per quello che ancora siamo, da qualche parte dentro di noi. Il muro è bianco, è vero. Il muro che ci attornia è sempre bianco; trasparente, anzi. Trasparente e privo di colori. E cerchiamo, speriamo, mentre il cuore parte in un viaggio interminabile, come qualcosa che non abbiamo conosciuto davvero, come il nostro volto posato sul finestrino del treno ad attendere che qualcuno venga a salvarci.

Le particelle, quelle particelle che ci stupiscono sempre, sono lì, e a volte qui. Proprio qui con noi.

Altre volte, sono semplicemente nei nostri ricordi, nelle persone che abbiamo conosciuto, nel loro modo di farci sentire… diversi, e a volte speciali. In quelle anime volate via troppo presto, o forse troppo presto per noi, che non abbiamo avuto il tempo di sussurrare ciò che avremmo voluto. Allora le parole sono andate via con il vento, e non hanno avuto il coraggio di trasformarsi in gesti, ma solo in piccoli silenzi che compongono le nostre vite quando non troviamo la forza di lottare, di tenerli stretti i nostri sogni, di tenere strette quelle persone che ci hanno fatto stare bene.

Fotografie, particelle, ricordi, memorie che viaggiano, treni persi e a volte ritrovati, persone e sguardi; cuore che batte, pelle che vive, vite che si incontrano per caso e per caso si perdono, anime che volano, momenti che restano, parole che narrano.

C’è tutto il mondo in un abbraccio: c’è ciò che siamo, ci siamo noi.

E c’è il cielo, che da lontano ci guarda e sorride.


Stefania Meneghella

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