Intervista a cura di Michele Bruccheri su “La voce del nisseno” (giornale siciliano)

“Credo nel silenzio che cancella la banalità, che elimina gli ostacoli, che costruisce nuovi mondi. Credo nell’amore che salva e che, con l’intensità di uno sguardo, trasporta l’anima in altre dimensioni. E poi credo nell’importanza di un sorriso, e in questa lotta continua con il mondo per farlo divenire sempre presente. Penso che siano questi i tre elementi su cui dovremmo basare la nostra esistenza: silenzio, amore, sorriso”. Mi consegna queste belle parole, la giovane scrittrice pugliese Stefania Meneghella. Parole semplici, dolci, importanti, profonde.

Ventiduenne, nativa di Bari, ha debuttato con il romanzo “Silenzi Messaggeri” (casa editrice Albatros di Roma). E giorno 17 maggio (ore 18)  lo presenterà a Cosenza, presso la libreria Mondadori. Coadiuvata dalla scrittrice e speaker radiofonica Stefania Romito. Un libro che “è una storia nata dal bisogno di costruire la propria esistenza sul silenzio, che ci allontana dal caos della quotidianità”, confida alla versione web del periodico d’informazione La Voce del Nisseno. Presente nel sito web “Pensieri Parole” con alcuni suoi scritti, da circa un biennio cura – assieme ad altre due persone (Manuela Ratti e Roberta Giancaspro) – un magazine online di cultura e spettacolo. E’, inoltre, tra le autrici della raccolta poetica “Tracce”, edita dalla casa editrice Pagine.

Emerge tutta la sua sensibilità in questa risposta, allorché le chiedo quale sia il premio al quale si sente maggiormente legata: si tratta del “riconoscimento come Dama dell’Arte ‘Federico II’ del 2015. Partecipai con un breve racconto che mi è molto a cuore, perché trattava la strage di Lampedusa che ci fu il 3 ottobre 2013 (il giorno prima del mio compleanno). Decisi di dedicare dunque quelle parole a chi non aveva avuto la fortuna di sopravvivere a una tale tragedia”. Apprezza notevolmente Erri De Luca e Alessandro Baricco (“veri geni delle parole”). Stefania Meneghella sta scrivendo un nuovo libro, ma non può anticipare nulla. Eccola, comunque, al nostro microfono.

Lo scorso anno hai pubblicato il romanzo d’esordio dal titolo “Silenzi Messaggeri”. Ce lo presenti?

“Silenzi Messaggeri” è una storia nata dal bisogno di costruire la propria esistenza sul silenzio, che ci allontana dal caos della quotidianità. I protagonisti sono Jamie e Schlomo, giovani e sognatori entrambi. Si incontrano una sola volta, e da allora scatta qualcosa. La necessità di continuare ad essere legati da un filo invisibile; un legame epistolare, fatto solo di lettere e parole e, appunto, di silenzio. I due si costruiscono un mondo diverso da quello in cui erano costretti a vivere, un mondo che permetta loro di allontanarsi da quel passato burrascoso che li aveva travolti e li aveva resi inetti. Una violenza, per lei. La perdita di un padre, per lui. Il mio romanzo è dunque la necessità di essere travolti dal silenzio, per salvarci e salvare gli altri.

Chi si è occupato di questo libro?

Il mio libro è stato curato dalla casa editrice Albatros di Roma, attraverso un servizio di editing.

Oltre a radio e giornali, anche diversi intellettuali si sono interessati al tuo volume. Ci fai qualche nome?

Ricordo maggiormente il docente universitario Gianfranco Longo, la Baronessa Elisa Silvatici, il professor Enrico Graziani (docente dell’Università La Sapienza di Roma) e il celebre scrittore Stefano Massaron. Tutti loro hanno scritto splendide recensioni sul mio romanzo!

Tra pochi giorni lo presenterai a Cosenza, con Stefania Romito. Come verrà strutturato l’evento culturale?

La presentazione si terrà presso la libreria Mondadori di Cosenza (alle ore 18). Sarà coadiuvata dalla scrittrice e speaker radiofonica Stefania Romito (rappresentante del Centro Leonardo Da Vinci di Milano). Inoltre, con grande sorpresa, parteciperà anche la dottoressa Angela Zito (responsabile dell’Associazione Culturale “Elettra” di Cosenza) che leggerà alcuni tratti del mio libro.

Sono in programma altre presentazioni?

Al momento sì, ma non posso rivelare ancora nulla.

Quando nasce il tuo interesse per la scrittura?

Non ricordo un momento preciso in cui è nata questa passione per la scrittura. Posso affermare che questa è nata con me, come tutte le passioni vere. Sin da piccola, scrivevo storie. Senza alcun senso, inizialmente. Ma adoravo mescolare le parole. Con il tempo, questa passione è stata sempre più alimentata ed è diventata un punto di riferimento. Non potrei vivere senza.

Ricordi i tuoi primi testi scritti?

Certamente. Inizialmente scrivevo aforismi, racconti brevi e poesie. Era qualcosa di non costruito e di completamente impulsivo. Questo mi è servito molto e mi ha permesso di tuffarmi sempre di più nei piaceri della scrittura.

So che sei presente nel sito web “Pensieri Parole”. Con quali contenuti?

In “Pensieri Parole”, sono presente prettamente con aforismi e piccole parti di racconti scritti qualche anno fa. Ci sono molto legata perché rappresentano una parte di me.

Mi risulta che tu abbia ricevuto diversi premi. A quali ti senti maggiormente legata e perché?

Ce n’è uno in particolare: il riconoscimento come Dama dell’Arte “Federico II” del 2015. Partecipai con un breve racconto che mi è molto a cuore, perché trattava la strage di Lampedusa che ci fu il 3 ottobre 2013 (il giorno prima del mio compleanno). Decisi di dedicare dunque quelle parole a chi non aveva avuto la fortuna di sopravvivere a una tale tragedia.

Assieme ad altre due persone, due anni fa avete fondato un sito web. Di cosa si tratta?

Ad agosto 2015, io ed altre due collaboratrici (Manuela Ratti e Roberta Giancaspro) abbiamo fondato un magazine online di cultura e spettacolo (Kosmo Magazine), con la finalità di realizzare interviste a personaggi nei vari campi artistici (sia Big sia Emergenti). Inizialmente era per noi prettamente un passatempo, poi si è trasformato in qualcosa di serio. A distanza di due anni, abbiamo alle spalle più di 160 interviste e circa 2000 visualizzazioni a settimana. Inoltre, all’interno del magazine, curo personalmente la sezione Libri.

L’elenco dei personaggi – intervistati e recensiti – è lungo. Ci segnali i nomi, per te, più rappresentativi?

Ce ne sarebbero tantissimi, ma posso dire coloro che mi hanno colpito maggiormente. Tra i Big c’è senz’altro Yiruma (compositore internazionale che ho sempre ammirato e che, dopo l’intervista, non ha deluso le mie aspettative); Simona Aztori (danzatrice che ho sempre seguito e che si è mostrata esattamente come l’avevo sempre immaginata: donna forte e piena di coraggio); Senhit (che mi ha colpito per la sua spensieratezza e la sua immancabile energia); Giorgio Vanni (che ricordo sempre con un sorriso); Andrea Gamurrini (per la sua assoluta originalità). Inoltre, non posso non nominare il mitico Andrea Caschetto (ambasciatore ONU), che mi ha trasmesso la voglia di vivere e di ridere. Tra gli scrittori, c’è invece Valeria Benatti (donna coraggiosa, che ha trasmesso quel coraggio attraverso le sue pagine); Chiara Gamberale (per cui non ci sono abbastanza parole che sappiano descrivere il suo talento) e, tra gli emergenti, Marisa Pezzella (il cui libro è ancora impresso nella mia memoria).

Sempre nel 2015, hai ottenuto un’altra bella soddisfazione. Fai parte di una raccolta poetica. Me ne parli?

La raccolta poetica si chiama “Tracce” ed è edita dalla casa editrice Pagine. Partecipai a un concorso letterario presentando una mia poesia e, con grande sorpresa, fui selezionata dalla casa editrice (organizzatrice del concorso).

Chi sono i tuoi scrittori prediletti?

Sono un’amante della letteratura classica; adoro sperimentare le letterature di vari luoghi del mondo: da quella europea a quella americana, fino a leggere anche quella giapponese. Il mio mito letterario appartiene però alla letteratura inglese, ed è Virginia Woolf, la mia musa ispiratrice e la mia scrittrice preferita. Per la letteratura contemporanea italiana, invece, credo che Erri De Luca e Alessandro Baricco siano dei veri geni delle parole.

Qual è stato il tuo ultimo viaggio?

Roma, il mese scorso.

Che tipo di musica ascolti?

Ascolto quasi di tutto, e mi piace sperimentare sempre nuovi generi. Ma credo che l’unica musica che riesca a toccare le corde della mia anima e che riesca a darmi ispirazione per i miei scritti sia l’immancabile musica classica.

Tre pregi di Stefania: quali?

Determinata, indipendente, sognatrice.

Tre difetti di Stefania: quali?

Insicura, impulsiva, testarda.

A quali valori credi strenuamente?

Credo nel silenzio che cancella la banalità, che elimina gli ostacoli, che costruisce nuovi mondi. Credo nell’amore che salva e che, con l’intensità di uno sguardo, trasporta l’anima in altre dimensioni. E poi credo nell’importanza di un sorriso, e in questa lotta continua con il mondo per farlo divenire sempre presente. Penso che siano questi i tre elementi su cui dovremmo basare la nostra esistenza: silenzio, amore, sorriso. Sono elementi collegati tra di loro, e che conducono sempre in un’unica strada: quella dell’aiuto fatto con il cuore, di una mano tesa, di una vita migliore, per noi stessi e per gli altri.

Qual è ancora il tuo sogno nel cassetto da realizzare?

Sono sempre stata una grande sognatrice, quindi i sogni che conservo nel cuore sono ancora tanti. Tra questi, c’è senz’altro combattere l’indifferenza che attanaglia il mondo, ma farlo a modo mio: scrivendo di qualcosa che possa entrare nei pensieri di ognuno. Sto scrivendo un nuovo libro, ma non posso rivelare ancora nulla. Per il resto, sono felice già così, e vorrei continuare a fare ciò che mi piace. Altrimenti, non riuscirei a vivere.

A cura di Michele Bruccheri


(CLICCARE QUI PER LEGGERE LA FONTE)

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