Giovanni Nuti – cantautore

Lontano da tutto, lontano da tutti… una nube giace dolcemente in quel cielo azzurro come i pensieri, in quel cosmo infinito come i nostri mondi.

Distante da ciò che amiamo, da ciò che sogniamo, una nube ci osserva, limpida, candida; è la vita che si trasforma, è sguardo verso orizzonti. E’ vestita, quella nube in cerca di risposte… è vestita di poesia; immobile, essa si muove solo di pochi passi per poi restare lì, ferma, ad osservare. In silenzio. E’ proprio nel silenzio che nasce la poesia; le parole si fanno ossigeno, e ruotano… ruotano lentamente attorno a cuori fragili, ad anime sempre alla ricerca di coraggio. E’ proprio nel silenzio che si è davvero se stessi. Si è se stessi anche mentre, lontano da tutto, lontano da tutti, una nube della stessa intensità della poesia si forma pian piano; cielo trasparente, luce terapeutica, mondo in altri mondi, vita che si trasforma, sguardo verso orizzonti. E’ una nube vestita di musica: ferma ma in movimento, il silenzio è in grado di attraversarlo e trasformarlo in note da ascoltare. E’ proprio nell’ascolto che nasce la musica, è proprio nell’ascolto che si è davvero se stessi. In quel cielo sempre distante dai nostri sogni, dai nostri sentimenti, si crea così il binomio, l’unione tra due mondi apparentemente differenti ma che sono capaci di influenzarsi l’un l’altro. Sulla Terra, le due nubi discendono lentamente in punta di piedi per non farsi sentire; cercano silenzio e ascolto, cercano l’eternità. Levitano distanti, per poi avvicinarsi e trasformarsi in un’unica nube: la bellezza; nelle cose, nelle persone, nella natura, in tutto ciò che ci circonda, in tutto ciò che è vita.

Oggi vi parleremo di bellezza, quella bellezza che solo pochi hanno la capacità di trasmettere o di toccare con mano o semplicemente di osservare; quell’unica bellezza che si crea dall’unione di due nubi; la poesia e la musica possono fondersi e diventare perfezione. Due mondi in contrasto tra di loro: silenzio e ascolto. Due mondi che si trasformano in uno solo. Giovanni Nuti, nostro protagonista di oggi, è un vero portatore di bellezza, che ha saputo fondere poesia e musica trasmettendoci valori e sentimenti che non passano inosservati; musicista e cantautore, per lui la poesia è necessaria, come ossigeno, come vita; capace di fondere questi due mondi in un unico solo, il calore della sua voce e l’intensità del suo sguardo creano un vortice che ci dà l’opportunità di tuffarci completamente nelle sue parole e nelle sue note.

Innumerevoli le sue esperienze in campo artistico, tra cui le sue collaborazioni con Enrico Ruggeri, Lucio Dalla, Mango, Roberto Vecchioni e Milva, e la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 1991. E’ stato recentemente ripubblicato in versione digitale il suo primo album del 1989, “Al parco dei silemzi” che contiene un inedito, il singolo “Nero”, registrato allora ma mai uscito, su testo di Maurizio Piccoli. Ma, di enorme importanza, è stato il suo legame personale e professionale con la poetessa Alda Merini, oggi nube vestita di poesia. Il loro incontro ha rappresentato per il musicista una vera e propria salvezza, la scoperta di quella bellezza che è propria del cielo ma che può trasferirsi sulla Terra solo quando le due nubi prima distanti si fondono e si vestono di essenzialità e di contrasti, quelli tra il silenzio della poetessa e l’ascolto del musicista. Le note hanno ruotato per anni attorno alla poetessa, così come le parole attorno al musicista, mentre la bellezza ha ruotato attorno a noi, trasmettendoci gli stessi brividi che si provano in cielo. La loro è stata un’unione paradisiaca, l’eternità cristallizzata nel tempo. Questo sodalizio artistico ha avuto luogo dal 1993 fino alla morte di Alda Merini; assieme, hanno prodotto diversi album e singoli in cui Nuti si presenta nella duplice veste di compositore ed esecutore, che hanno riscosso un certo successo di critica. Dall’ottobre 2014, Nuti è a fianco di Monica Guerritore nello spettacolo “Mentre rubavo la vita” (con testi di Alda Merini, musiche di Nuti e regia di Mimma Nocelli).


Stefania Meneghella

(CLICCARE QUI PER LE GGERE LA FONTE)

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