Giuseppe Maci – artista

Levitano i sogni.. levitano ogni giorno mentre il cielo li osserva da lontano e li trasforma in anime; anime che sperano, anime che guardano. Guardano il cielo, le anime in cerca di conforto, guardano il cielo e il cielo li osserva. Gli occhi sono cristallo, in quei momenti; sono cristallo e nessuno riesce a vederli. Nessuno, tranne chi le conosce, quelle anime in cerca di sicurezza e, quando accade, nel mondo un esplosione di colori prende vita, con il potere di farci da sfondo a ogni attimo che trascorriamo quando, soli, osserviamo il cielo e avvertiamo in noi una trasformazione che ci porta ad essere chi abbiamo sempre sognato di essere.

Accade questo nell’anima di Giuseppe Maci, un grande artista che trasforma ogni suo pensiero in pennello, come anche ogni pensiero di un mondo sempre alla ricerca. Sono alla ricerca persino i suoi personaggi che ci guardano esprimendo, con i loro occhi di cristallo, le stesse parole che sono scritte sulla tela. Sono le parole conservate nell’anima, che escono fuori solo con un’arte che diventa terapia, l’unico modo per fronteggiare le crepe che la vita ci propone.

Il cuore dell’uomo sanguina, come sanguina il rosso contenuto nei capelli, emblema del dolore insito nell’uomo; sanguina, quel rosso, mentre si eleva verso l’alto e trasforma la sofferenza in speranza. L’uomo resta così: impassibile. Impassibile, in conflitto tra ciò che vorrebbe e ciò che non vorrebbe osservare. Un occhio diviene cieco, convinto di non avere la forza di parlare; un altro diviene salvo, convinto di avere il coraggio di risorgere. Si crea così un infinito legame tra cielo e terra: una società fatta di orrore e un Paradiso fatto di amore. 

Giuseppe Maci - L'oro nell'anima

Giuseppe Maci - L'oro nell'anima

Il tutto orchestrato da un eterno movimento di corpi che, nell’attimo di uno sguardo, mutano in vento con la capacità di trasportarci in luoghi irraggiungibili, sfiorabili solo quando un’esplosione di colori prende vita. Il rosso fa da cornice all’intera opera, rappresentando la presenza frequente del dolore, mentre l’oro fa da sfondo, con lo scopo di impregnarci l’anima. Il bianco, a volte, compare come un’ombra: simbolo di purezza e innocenza, la speranza di levitare in cielo e dimenticare le difficoltà.

L’arte di Giuseppe Maci ricorda la tecnica artistica dell’impressionismo, una tecnica il cui protagonista è l’emozione rilasciata nel cuore dello spettatore: le linee del corpo non sono lineari, ma espresse in maniera fugace, e i volti esprimono le sensazioni di un’anima bisognosa d’amore. Si evince, inoltre, il contrasto dei corpi: il corpo fermo con gli occhi puntati verso il pubblico rappresenta la staticità della società; al contrario, con il corpo in movimento e gli occhi puntati verso l’alto, egli esprime la vulnerabilità dell’anima.

La sua è un’arte surrealista che, legata alla presenza dell’inconscio e dell’io psichico, riesce a trasformarsi in sogno, trattando tematiche importanti, tra cui il femminicidio, la sofferenza della donna che sogna un mondo migliore.

Giuseppe Maci - L'oro nell'anima 6

Giuseppe Maci - L'oro nell'anima 5

E noi, spettatori alla costante ricerca di conforto, riusciamo a percepire nella sua arte onirica, la pura essenza di ciò che ci circonda e, come in uno spettacolo, udiamo quasi la musica che contiene l’anima dei personaggi, così come le loro parole e i loro pensieri.

Sono volti alla costante ricerca di identità, percepibile solo attraverso il sogno: solo ad occhi chiusi, la bellezza del mondo prende vita e il rosso del cuore si trasforma nell’oro dell’anima.

Giuseppe Maci nasce a Brindisi. Ha coltivato la sua passione per l’arte fin da giovanissimo. Diplomato prima al Liceo Artistico, poi all’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha partecipato con successo a numerose mostre d’arte, sia in Italia che all’estero. Lavorando nel campo dell’arte sia come artista sia come curatore di eventi artistici, la sua poliedrica esperienza lo ha portato a sperimentare sempre nuovi linguaggi che lo avvicinassero ad una propria visione dell’arte e della vita. Non rinunciando completamente al figurativo, ne risalta invece il valore universale giocando con la materia e con il colore, al fine di rendere palpabile, polimaterica l’intera opera. La sua arte è sicuramente un percorso sensoriale dalle mille sfaccettature espressionistiche. In Giuseppe Maci l’arte diviene simbolo di una sensibilità profondamente contemporanea, che non vuole però perdersi nel labirinto del mero consumismo, ma che vuole al contrario divenire portatrice di valori eterni: la vita, l’amore, la fede, la bellezza. Oggi, l’artista è docente in discipline artistiche e presidente da più di 10 anni dell’associazione Arte74.


Stefania Meneghella

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