Volevo esserci…

Volevo esserci, quando la mente dell’uomo ha preso la sua prima forma.

Volevo esserci, quando l’universo ha conosciuto il suo vero volto, o quando il mondo è diventato sé stesso.

Volevo esserci, quando è nato l’amore.

Volevo esserci persino quando due persone hanno incontrato il loro primo sguardo, o quando il tocco di due pelli è divenuto essenziale per ciò che sarebbe stato il loro futuro.

Ho sempre desiderato guardarlo da lontano, il futuro che talvolta si trasforma in destino; ho sempre desiderato guardarlo e sorridere.

I sentimenti sono forse ciò che ancora rappresentano quella parte di eternità di cui è impregnato il mondo; ed io volevo esserci… quando i sentimenti hanno incontrato l’uomo.

Purtroppo, ho dovuto osservarli da lontano.. ho dovuto sorridere talvolta, ed essere ancora una volta la persona che sono. Io non c’ero… non c’ero quando l’odio ha iniziato a sovrastare l’amore, quando anche la forza ha investito il diritto, quando pugni hanno sostituito carezze, quando il cielo si è mutato in luogo lontano… troppo lontano per abitarci, mentre noi non riusciamo… io non riesco… a guardarlo e andare via. Preferirei restare distesa, con lo sguardo rivolto al Sole e diventare come lui. Preferirei, a volte, attendere la notte solo per vedere le stelle, anziché fare della notte la mia anima, anziché trasformare le stelle in puntini tra il buio.

Volevo esserci, quando il buio non ha voluto incontrare la luce.

Volevo esserci, e non me l’hanno permesso.

Dove abita la libertà?

Dove abito io, se non in questa Terra che sopravvive senza vivere davvero?

A volte, vorrei vestirmi di sentimenti; a volte, vorrei conoscere l’amore e il cielo e le stelle… a volte vorrei davvero distendere la mano e coglierle come si fa con le persone: abbracciare la luce e diventare me stessa.

Voglio esserci, quando il buio si trasforma nel modo migliore per ricominciare; voglio esserci, quando la luce diviene speranza o quando le stelle sono solo lucciole per farci ricordare che sì… noi c’eravamo quando è nato l’amore. C’eravamo e nessuno l’ha mai capito.

A volte, vorrei tenere tra le mani la mia anima: guardarla, sorridere e vestirla di stelle. A volte, vorrei trasformare l’umanità in ciò che non è mai diventata.

A volte, vorrei cancellare il male che alimenta gli spiriti, o i pianti che innaffiano i cuori; voglio esserci…

Io lo sapevo… l’ho sempre saputo che restare distesa a guardare le stelle non significa abitarci, in quella luce colma di tutto. Io lo sapevo…

Ma, nonostante questo, volevo esserci… volevo esserci quando l’universo ha preso la sua forma, o ha conosciuto il suo volto, o ha incontrato il mondo. Volevo esserci quando un’anima ha guardato per la prima volta un’altra, e da allora non è più stato lo stesso…

…Io c’ero, c’ero quando il cuore ha abbracciato il mondo…

…c’ero quando il mondo ha abbracciato il cielo…

…c’ero quando il cielo ha abbracciato le stelle…

…e quando le stelle hanno abbracciato i cuori…

Io c’ero, e nessuno l’ha mai capito.

Sono distesa su questo prato; la mia vita non ha ancora una forma. Non ci sono stata quando l’universo ha conosciuto il suo volto, o quando l’amore è sorto per la prima volta; non ci sono stata nemmeno quando i sorrisi sono divenuti vita. Ma sono distesa su questo prato: non riesco a vedere, a percepire, non riesco a capire chi sono. Non riesco… ma ci sono. Ci sono quando la donna che mi ha in grembo, si carezza il ventre e poi sorride; ci sono quando l’uomo che le è accanto la abbraccia e mi abbraccia; ci sono quando entrambi sono distesi sul prato e guardano le stelle che cingono cuori. E parlano… e ridono… e vivono…ed io sono felice.

Volevo esserci tante di quelle volte…

Volevo esserci quando loro hanno deciso di avermi…

Volevo esserci quando uomini in camice bianco gli hanno rivelato che sì… ero finalmente arrivata.

Volevo esserci persino quando gli è stato detto che non ero come si aspettavano.

Volevo esserci quando lei ha iniziato a piangere, e lui l’ha consolata.

Io ascoltavo… io ascoltavo tutto, e nessuno lo capiva.

Io avevo già deciso che sarei nata solo per incontrare le stelle.. io lo sapevo.. ma nessuno, nessuno l’ha mai capito…

Così.. quando, un giorno.. con la mia mano ancora in crescita ho carezzato il ventre della donna che già mi conosceva più di tutte.. ho avvertito un suo leggero sorriso, ed ho capito che sì.. l’avevo convinta…

Volevo esserci quando altre donne hanno dovuto affrontare scelte così difficili da restare impiantati sulla Terra… volevo esserci e dirle che noi c’eravamo.. che noi ci siamo… che noi abbiamo deciso…

E ora…

Ora sono distesa su questo prato; la mia vita non ha ancora una forma: non riesco a vedere, a percepire, non riesco a capire chi sono. Non riesco… ma ci sono. Ci sono quando la donna che mi ha in grembo, si carezza il ventre e poi sorride; ci sono quando l’uomo che le è accanto la abbraccia e mi abbraccia; ci sono quando entrambi sono distesi sul prato e guardano le stelle che cingono cuori. E parlano… e ridono… e vivono…ed io sono felice.

Ed io sono felice… e non mi importa… e voglio nascere.. e voglio vivere…

Volevo esserci così tante volte… ma ora, ora non fatemi tornare indietro per favore…


Articolo realizzato da Stefania Meneghella

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