Paola Dentamaro – fotografa

Si legge tanto, negli occhi delle persone; si legge ciò che si vorrebbe imparare o ciò che non si ha la forza di capire, si legge i sogni che vorremmo raggiungere o i momenti che vorremmo rivivere. Si legge davvero tanto, negli occhi della gente. A volte, si vorrebbe restare lì ad osservarli per tutto il tempo necessario; a volte, non si vorrebbe andare via. Tutte le persone hanno una storia, e tutte le storie hanno da insegnarci che, da quegli occhi che ci guardano, non potremmo fuggire nemmeno se volessimo, nemmeno se con tutta la forza in corpo provassimo a volare. Gli occhi ci seguiranno, sempre. E lo faranno anche le persone, e lo faranno anche le storie. Allora, forse, sarebbe meglio immortalarli, quegli occhi, renderli eterni, interiorizzarli in qualcosa di infinito, che potremmo osservare tutti i giorni, per ricordarci che la nostra vita è fatta di sguardi.

Forse, è da questo costante bisogno di capire le storie che ci attorniano che nasce la fotografia.

Forse, il desiderio che abbiamo di essere noi stessi deriva dalla presenza di storie che ci alimentano l’esistenza.

Forse, la fotografia è l’intera vita racchiusa nell’eternità. 


Per questo, oggi vi presentiamo Paola Dentamaro Pola, splendida fotografa per cui gli sguardi hanno la stessa valenza delle parole. Con l’obiettivo di raffigurare persone, Paola ritrae volti trasformandoli in vite, mentre costanti contrasti fanno da cornice a uno scenario paradisiaco: ombre e colori, luce e buio, il tutto orchestrato da movimenti corporei leggiadri e delicati; le donne che immortala sono donne semplici, sono le donne che incontriamo nella quotidianità, donne con il timore di mostrarsi ma con la volontà di esprimersi, donne che, colte da un sottile pudore, avvertono la necessità di coprirsi con panni trasparenti. Sognano di volare, le persone di Paola; sognano di evadere per rifugiarsi in un mondo fatto solo di sguardi; sognano di restare soli, mentre invece la folla diventa quasi protagonista della loro vita. Allora, loro si trasformano in ombre e, quasi trasparenti, si nascondono per non essere guardati. Ogni sguardo raffigurato ha una storia che si trasforma in fotografia da ammirare ogni giorno, in modo tale che venga cristallizzata nell’infinito dei nostri sguardi.

Paola Dentamaro Pola nasce a Brescia il 15 maggio 1990; all’età di sei anni si trasferisce a Nizza dove trascorre l’infanzia. Tornando in Italia dopo 8 anni, il trasferimento è a Firenze. Dopo una breve e forzata formazione al Liceo Classico, si trasferisce al Liceo Artistico dove trascorrerà tre meravigliosi anni, essenziali per la sua formazione fotografica. In quel periodo, sarà infatti in contatto con un allievo di Mimmo Jodice, il quale comprendendo la sua voglia di apprendere, sarà particolarmente attento alla sua formazione. Prosegue con ricerca sfrenata, in camere oscure arrangiate, sale posa precarie, location improbabili e scenografie di ottava mano, da autodidatta. Dopo gli anni della maturità, Paola decide di trasferirsi a Roma, dove la fotografia verrà apparentemente accantonata per quasi tre anni, periodo in cui seguirà corsi e una scuola di recitazione, che le servirà per acquisire un altro interessante punto di vista da sfruttare poi dalla parte di colui che fotografa gli attori; lascia la recitazione quando, durante una lezione di movimento scenico, si rende conto quanto fortemente avrebbe voluto essere dietro ad una macchina fotografica, per fotografare le azioni degli altri. Anziché, quindi, frequentare l’ultimo anno di Accademia di Teatro, riprende a pieni ritmi lo “scattare sperimentando”, ed ha la possibilità di ritornare in quella stessa accademia, stavolta con la macchina fotografica. Attualmente, Paola frequenta tramite borsa di studio la Scuola Romana di Fotografia; vive e lavora a Roma dove ha un piccolo studio.


Stefania Meneghella

Wenli Liu – artista

Il pennello scorre sulla tela, dolcemente, diventando un mondo nuovo, diventando un mondo che si costruisce da solo, come se fossero i colori i soli veri abitanti, come se ci fossero i colori a riempire il vuoto dell’anima. In modo universale, in modo del tutto sincero, il pennello scorre sulla tela dando quasi l’impressione di essere l’unico a guardarci, ad esserci.

Stiamo parlando dell’anima di un’artista eccezionale, per cui il pennello che scorre sulla tela è l’unico mondo capace di renderla in pace, serena, felice. Lei è Wenli Liu, originaria di Pechino (China), e oggi ha accettato di parlarci della sua meravigliosa arte che, in questo spazio, delizierà i nostri sguardi. C’è un aspetto in particolare che si evince nell’ammirare le sue opere, ed è una completa empatia che si instaura tra la tela e lo spettatore, un’empatia costruita da sguardi, da quello sguardo che l’artista dipinge con tutta la forza che ha in corpo. Come se dovesse comunicarci qualcosa, come se avvertisse il desiderio di diventare parte della nostra vita. Le pennellate sono delicate, come delicata è l’anima di chi dipinge, un’anima fatta di dolcezza e sentimenti puri; sono tanti i valori che le opere di Wenli riescono a comunicare, ma più di tutti è la bellezza. Le donne che ritrae, che ricordano il Paese originario dell’artista, sono afflitti da pensieri che sembrano uscire dalla tela e giungere sino alla mente di chi ammira, creando quasi un filo invisibile che lega i due soggetti. A fare da sfondo alle figure è un ambiente confuso, a volte misterioso, spesso enigmatico che, con pennellate miste e veloci, creano un contrasto con la tranquillità e la pacatezza dei protagonisti dell’opera. Un altro fondamentale elemento è la semplicità con la quale Wenli dipinge, come se volesse dimostrare al mondo la meraviglia delle piccole cose, di ciò che può portare una felicità improvvisa. I colori sono dunque tenui, come lo stato d’animo del personaggio, dimostrando soprattutto una grande padronanza della tecnica pittorica, in cui riesce a stabilire un legame tra l’arte e la sua anima. Laureata presso la facoltà di ingegneria e architettura di Pechino (China) vent’anni fa, seguendo le sue passioni per arte e letteratura, ha lavorato come giornalista e editor per diversi anni. Nel 1998 ha iniziato a studiare Arte presso l’accademia di San Francisco laureandosi in graphic design. Dopo aver lavorato come graphic designer si dedica all’arte, diventando un’artista professionista. I suoi quadri sono stati mostrati alla Dallas LuminArte Gallery, Dallas world trade Center, Blow-Up Gallery and Plano Art Association 125 8th Annual Juried Show.


Stefania Meneghella

Serena Rainò – danzatrice

Ci sono sensazioni che la Terra non conosce; sono troppo umani i suoi pensieri, troppo umani i suoi percorsi. Non c’è via di uscita per un mondo che resta racchiuso in una scatola: si vorrebbe fuggire, volare via, diventare un’altra persona. Ci sono sensazioni che la vita vorrebbe incontrare, che il mondo vorrebbe guardare. Sono quelle sensazioni che si scorgono casualmente quando si guarda il cielo e si diventa eterni; sono tante le sensazioni, ma le più immortali, le più lucenti e limpide, accadono in punta di piedi..

.. In punta di piedi, si conosce il cielo o le stelle, quando il buio investe anime senza consapevolezze; in punta di piedi, si diventa esattamente chi si è sempre sognato di essere: colmi di sogni e sinonimi di un tempo che apparentemente termina con il suo iniziare ma che, solo dopo, si accorge essere il tempo che abbiamo desiderato: infinito, eterno, immortale. In punta di piedi… In punta di piedi, la vita è semplicemente magia, miracolo, unione tra Cielo e Terra, quelle due dimensioni che creano un nuovo mondo conosciuto solo da noi stessi; è il potere della danza classica. E’ la vita racchiusa in un istante, è l’inconscio, è lo sguardo rivolto verso orizzonti lontani, è il sorriso di chi ama e sogna, è sacrificio e lotta, è insieme di emozioni, è la danza. 

Protagonista di oggi è Serena Rainò, splendida ballerina classica il cui amore per la danza si percepisce dal mondo racchiuso nel suo sguardo: un suo mondo personale, fatto di anima e cuore, fatto di musica e passi, di pensieri e sentimenti percepibili solo in punta di piedi. Figlia d’arte, iniziata alla danza da Alfredo Rainò, studia con artisti internazionali come Ingrid Ebert del Teatro dell’Opera di Dresda, Ramona de Saa del National Ballet di Cuba, Diego Dolcini del Comunale di Firenze, Loretta Alexandrescu del Teatro Rapsodia di Bucarest, Emanuela Tagliavia, docente di Contemporaneo all’Accademia del Teatro alla Scala. Interpreta vari ruoli nel repertorio classico con l’Associazione Artistica “PROMETHEVS”.

Laureata in Scienze Psicologiche dell’intervento clinico, si qualifica in Biodanza, mentre continua la sua attività di insegnante e coreografa presso l’associazione “PROMETHEVS”. Superata la selezione, studia all’Accademia del Teatro alla Scala per specializzarsi nell’insegnamento della tecnica Classico Accademica.


Stefania Meneghella

Alessandra Valenzano – cantante

La musica è come una piuma: delicata e leggera, si posa solo sulle anime che la comprendono; non c’è vento che possa spazzare via la sua essenza, non c’è mondo che non possa vederla e, lentamente, fuggire da lei. Perché la musica vola: vola con i nostri sguardi, con i sogni che diventano desideri, con i sorrisi che si trasformano in note. La musica vola. Come una piuma.

La musica vola come una piuma.

Forse restiamo sempre un po’ in disparte, ad attendere quel momento in cui la nostra pelle diventerà luogo su cui quella piuma potrà lentamente sostare, e farci volare, e farci sentire vivi, e farci anche sognare. Forse l’unica cosa che potrà condurci a conoscere pienamente la musica è la leggerezza che portiamo nel cuore: il diventare noi stessi piuma, e volare, volare come volano farfalle in primavera. 

Si scorge questo nella musica di Alessandra Valenzano, nei suoi sogni, nella sua anima così limpida e trasparente; la sua voce è come una piuma che si posa sulle nostre anime fragili e ci conduce verso tutto ciò che è cielo. Sensibile e leggera, Alessandra trasmette le stesse sensazioni di quando, soli e insicuri, cerchiamo un Sole che possa illuminarci e, da lontano, una luce ci viene incontro donandoci l’emozione di essere chi siamo sempre stati. Giovanissima, Alessandra Valenzano ha alle spalle una serie di esperienze, tra cui il suo ingresso ad “Area Sanremo”, in cui ha potuto inserire nel suo bagaglio preziosi consigli di professionisti del calibro di Fossati, Nina Zilli, Gianna Grazzini, Dario Giovannini, Emis Killa. Ha inoltre partecipato, dopo aver incontrato casualmente il cantante Fausto Leali, al “Music Jump Festival”, presentato da Michele Cucuzza di “Uno mattina” e “La vita in diretta”.


Stefania Meneghella