Presentazione di “Silenzi Messaggeri” e “I due volti di una vita” – 15 giugno 2017

Presentazione di “Silenzi Messaggeri” e “I due volto di una vita” (dell’autrice Sara Nucera) presso il Caffè Benito di Nettuno (Roma). Ha moderato il giornalista Giancarlo Calderaro.

Ph. Giorgia Giuliano

 

Recensione a cura dello scrittore Tommaso Bucciarelli

La bilancia del 1994 pende a favore della a cenni prosaica Stefania Meneghella, poiché fu quello l’anno in cui nacque.

Iniziò giovanissima a scrivere, da bimba, espletando la sua passione sotto gli occhi che carezzavano le lettere da lei strutturate in maniera da farle splendere, donandogli raggi di Sole che riflessi dal lettore a tutt’oggi divengono Luna.

In un paio di giorni ho letto Silenzi Messaggeri, lo scritto reperibile in tutte le librerie dal marzo 2016 della suddetta barese.
Ma lo scrivo sottovoce, poiché il silenzio è basilare nelle ricerche della storia narrata in maniera estremamente introspettiva dei due protagonisti Schlomo e Jamie, con lei che non la smetteva di camminare a piedi nudi sulla sabbia bollente.
Donna era, e la forza delle donne voleva mostrare.

Lui cercava se stesso, ascoltando il silenzio che creava non oggettivamente con la sua chitarra.
Lei lo partoriva con gli scritti.

Silenzio.
Pace.

Scholomo suonava…
Jamie scriveva…
E la natura faceva il resto.

Disgraziati eventi capitarono ad entrambi i pacifici silenziosi, e loro crescendo rispondevano con il silenzio a quell’uomo alto e con capelli brizzolati, l’uomo che portava degli enormi baffi che coprivano quasi li labbra.

Il male.
Il loro male.
Il bene.
Il loro bene.

Libertà. Volevano libertà.

L’equilibrio, il nostro equilibrio, aiutato dalla loro musica e scrittura silenziosi.
Loro non si incontrano, e forse non si incontreranno mai.
Loro non si incontrano, ma si scrivono, e si vivono senza quel mai.

Mai dire mai, sempre mai sempre.

Stefania Meneghella recensì su Kosmo Magazine anche un mio scritto, Nacqui tre volte, e fu per quello che conobbi il suo nome, la sua ordinatamente disordinata modalità di scrittura in larga parte dissimile dalla mia, ma che sento come parte della mia e vostra crescita; ed ora il suo nome lo voglio urlare sottovoce attraverso il web, in modo che raggiunga chiunque lo voglia, chiunque lo cerchi.

 

Nell’ampio brivido dell’empatia colonizzata in questo mondo, è importante accrescere l’avanzamento di Ashia, in modo che la conduca ad unirsi alla galassia, all’universo, al tutto che ci unisce energicamente.

Quel che vogliamo, solo con l’impegno ed il collegamento con il tutto, noi lo siamo.

E tutto restò cristallizzato nel tempo.

Tommaso Bucciarelli


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“Silenzi Messaggeri” nello stand T01 padiglione 3 della Fiera Internazionale del libro di Torino – 18/22 maggio 2017

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Intervista a cura di Claudia Martinenghi per La voce del Paese/Noicattaro Web

È di Noicattaro la giovanissima scrittrice Stefania Meneghella, autrice del romanzo introspettivo “Silenzi Messaggeri”, edito lo scorso Maggio 2016 dalla casa editrice “Albatros”, ed ultimamente apparsa nel programma in onda su Rai1 condotto da Gigi Marzullo, “Mille e un libro”. Le abbiamo rivolto qualche domanda, per conoscere meglio lei, il suo romanzo ed i suoi obiettivi.

Di cosa tratta il suo libro, “Silenzi Messaggeri”?

La storia che racconto nel libro è tratta da un episodio di violenza familiare, avvenuto realmente e dal quale ho preso spunto, dando poi libero sfogo alla mia fantasia, così da crearne un romanzo. I protagonisti sono Jamie e Shlomo, due ragazzi che vivono in luoghi diversi, fanno parte di due mondi diversi, ma accomunati da un passato difficile: lei vittima di violenze, lui reduce dalla morte del padre. I due ragazzi nel corso del romanzo si incontrano solo una volta e, pur essendo attratti l’uno dall’altra, non si rivedranno mai più. L’unico rapporto che avranno sarà tramite il loro legame epistolare. È un legame fatto di silenzi, non amoroso vero e proprio, attraverso il quale si costruiscono un mondo, completamente diverso dalla realtà, dal caos in cui vivono, e grazie a questo legame riusciranno a superare i loro ostacoli.

Come descriverebbe il suo romanzo?

É un libro introspettivo, che tratta di psicologia, del flusso di coscienza: ho inserito alcune nozioni tratte dal mio corso di studi in Scienze del Servizio Sociale. Dal libro emerge la condizione di depressione di due ragazzi giovani, che vivono la vita incentrata sul passato, non sul presente; l’unico presente che conoscono è quello che li lega.

Sabato 13 Maggio è apparsa nel programma di Gigi Marzullo, “Mille ed un libro”…

È stata davvero una sorpresa. Sono stata contattata tramite Facebook dal casting del programma, tanto che inizialmente credevo si trattasse di uno scherzo. Così non è stato; quindi mi sono recata presso la sede Rai di Bari, dove ho registrato un videoclip di qualche minuto, in cui presento il mio romanzo. Il videoclip è stato poi mandato in onda durante la trasmissione.

Ha dedicato il libro alla sua famiglia. Perchè?

Nel libro tratto molto la dicotomia tra silenzio – caos, tra bene – male, ponendo l’attenzione sulla necessità di riflettere molto su se stessi, dimensione lontana dal caos in cui siamo catapultati: è questo uno dei valori che la mia famiglia mi ha insegnato, e per questo sarò loro sempre grata.

Quali sono gli autori cui si ispira?

Sicuramente il mio mito letterario è Virginia Woolf, ed infatti il mio stile di scrittura di ispira al suo, essendo introspettivo e dando importanza all’analisi psicologia del personaggio. Per quando riguarda la letteratura contemporanea, invece, apprezzo molto Erri De Luca ed Alessandro Baricco.

Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

Il prossimo luglio conseguo la laurea triennale in Scienze del Servizio Sociale; sicuramente continuerò con gli studi. Per quanto riguarda il libro, invece, ne continuo la promozione: mercoledì 17 sono stata a Cosenza, presso la libreria Mondadori, per una presentazione, mentre ad Aprile sono stata a Roma, presso le Sale del Bramante. Sono in programma altre due presentazioni a Giugno, nuovamente a Roma. Inoltre, è già in progetto la stesura di un nuovo libro.

Ha mai pensato di mollare, di gettare la spugna?

Sicuramente ciò che faccio è impegnativo, però questo è il modo di dimostrare che noi giovani non siamo oziosi, svogliati, e che se davvero vogliamo, riusciamo ad ottenere i risultati sperati. Certo, spesso sacrifico molte cose, magari evitando anche di uscire: ma non potrei mai fare a meno della scrittura; senza lei non vivrei.

 

Claudia Martinenghi


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Presentazione di “Silenzi Messaggeri” presso la Libreria Mondadori di Cosenza – 17 maggio 2017

Moderata dalla scrittrice e speaker radiofonica Stefania Romito, con l’intervento di Pino Sassano (Responsabile Libreria Mondadori di Cosenza) e la collaborazione dell’associazione culturale Elettra di Cosenza. 

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Intervento di Stefania Meneghella durante la trasmissione “Mille e un libro” di rai 1

 

Trasmissione televisiva “Mille e un libro” condotta da Gigi Marzullo – 13 maggio 2017, rai 1

Presentazione di “Silenzi Messaggeri” – 8 aprile 2017, Sale del Bramante (Roma)

L’evento organizzato da Arte Borgo Gallery e, ospitato all’interno della splendida cornice delle Sale del Bramante (Piazza del Popolo – Roma), costituisce la prima tappa di un percorso culturale che intende coniugare arti figurative e letteratura, valorizzando il talento di giovani scrittori e artisti emergenti.

In occasione dell’inaugurazione della mostra collettiva “Percorsi tra visione e realtà”, curata da Anna Isopo e con la critica d’Arte della dottoressa Monica Ferrarini, il Prof. Enrico Graziani (docente di Filosofia Politica presso l’Università La Sapienza di Roma) presenterà insieme all’autrice, Stefania Meneghella, il romanzo Silenzi Messaggeri.

Videorecensione a cura del giornalista Simone Somekh

Direttamente da New York, questo splendido regalo. Il giornalista Simone Somekh – dal min. 6.10 – parla del mio romanzo in modo originale e fresco, con una videorecensione davvero impeccabile. Seguitelo sul suo canale Youtube: tratta argomenti interessanti, tra le strade della magica New York.

Simone SomekhUn italiano a New York – YouBooker febbraio 2017

 

Recensione a cura del celebre scrittore Stefano Massaron

Io trovo i libri per voi, è una delle mission dichiarate di questo sito web. Questa volta, però — al contrario di quanto capitato con Ombre dal passato di Barbara Ghinelli, per esempio — non l’ho trovato scartabellando le pagine e pagine del Kindle Store di Amazon, ma mi è “capitato” tra le mani per una serie di coincidenze che, a questo punto, non posso che definire assai fortunate.

Il libro

Silenzi Messaggeri è un romanzo d’amore.

Aspettate, per favore, a storcere il naso: l’opera di Meneghella non ha nulla a che fare con i pruriti — sempre immancabilmente grattati, of course — che animano la pseudo-letteratura che impazza sugli e-reader della penisola ormai da troppo tempo a questa parte.

No: Silenzi Messaggeri (a parte la scelta del titolo, che personalmente non mi piace) è un libro che parla di amore vero, etereo, vissuto sulle vibrazioni di due voci, quelle dei giovani protagonisti, che si intersecano e si sovrappongono quasi senza soluzione di continuità.

Per ottenere ciò — un’assoluta e avvolgente simbiotica unione, che vive nella separazione forzata (un po’ alla LadyHawke, per chi ricorda il bellissimo film di Richard Donner con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer, ma senza il misticismo da favola di quel capolavoro) — Stefania Meneghella decide di affidare l’intero corpus dei sentimenti a due artisti, per di più giovanissimi, quasi a richiamare i tempi in cui gli Schubert ricamavano capolavori immortali in ventotto anni di vita o i Mozart in trentaquattro.

Schlomo (che vi sia un riferimento voluto a Mintz?) è un violinista e, come ogni violinista, suona. Ma il suo è un suonare senza pubblico, solitario, recluso (dentro se stesso). Quello che, almeno apparentemente, all’inizio Schlomo non sa è che le sue note, viaggiando nell’etere, vengono percepite dall’orecchio di Jamie — non in senso fisico, ma in senso metafisico — la quale, incapace di fare altro, chiusa com’è nell’estatica gabbia di un amore di cui ancora non si rende conto, le traduce secondo la propria sensibilità e le trasla in parole che prendono forma su fogli sparsi, e i fogli sparsi vanno a comporre un diario.

Schlomo e Jamie non conoscono l’esistenza l’uno dell’altra, ma in realtà ne sono consapevoli, a un livello forse al di sotto della soglia percettiva comune, e questa — felice — intuizione li spinge a continuare a suonare, lui, e a scrivere, lei.

Come si può evincere dall’inadeguata descrizione appena fornita, Silenzi Messaggeri è un libro che ruota intorno alla sinestesia — Jamie, secondo le parole dell’autrice, respira le note di Schlomo, e poi le esala su carta.

I due si incontreranno? Questa è una domanda di cui io, che ho letto il libro, conosco la risposta, ma a cui non ho intenzione di rispondere: non tanto per non rovinarvi con uno spoiler una conclusione che è naturale come acqua di fonte, ma perché, fondamentalmente, il loro incontro (o mancato incontro) non riveste molta importanza ai fini del puro piacere di lettura. Il viaggio all’interno delle due anime divise — ma inestricabilmente legate — di Jamie e Schlomo vale, da solo, il prezzo del biglietto.

Conclusioni

Silenzi Messaggeri è un gran bel romanzo, come difficilmente se ne trovano (almeno tra i giovanissimi autori italiani).

Non farò in questa sede alcun commento sulla casa editrice Albatros, che l’ha pubblicato: informatevi in rete — e statene alla larga. Il destino vuole, però, che a volte anche i peggiori — per puro caso, o per puro culo, come per Stefania Meneghella — incappino senza volerlo (e non ho dubbi che sia loro piovuto dal cielo) in piccole gemme come Silenzi Messaggeri.

Unica nota negativa è il prezzo: se per il libro cartaceo 10 euro e 97 sono una cifra più che accettabile (anzi direi molto onesta), i 9 euro e 49 della versione Kindle gridano vendetta al Signore (quello dell’Antico Testamento): semplicemente, non hanno alcuna giustificazione.

Detto (doverosamente) questo, rimango della mia idea: Silenzi Messaggeri è una ventata d’aria fresca, un romanzo scritto con grande talento che — fatte le debite proporzioni, ci mancherebbe, con quello che è un capolavoro della letteratura europea — a volte  mi ha richiamato alla mente niente meno che il meraviglioso Le voci del mondo di Robert Schneider: e chi ha avuto la fortuna di leggerlo (Schneider, intendo) a questo punto può immaginarsi quanto mi sia piaciuto Silenzi Messaggeri.

Progetti futuri (miei, non suoi)

Intervistarla per questo sito.

Non si può avere così tanto talento a ventidue anni.

È immorale.


Stefano Massaron

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Intervista radiofonica per la trasmissione australiana “Italia nel mondo”

Qui la mia intervista in diretta mondiale del 22 gennaio 2017 per l’emittente australiana Radio Italia Uno (www.radiounoadelaide.com.au) durante la trasmissione “Italia nel mondo” curata dal bravissimo Paolo Aurelio Monteleone. Ringrazio tutti con il cuore per le splendide parole a me dedicate!
Se siete curiosi, la mia voce si può ascoltare dal minuto 3.00.

Stefania MeneghellaIntervista per la trasmissione radiofonica australiana “Italia nel mondo”